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Oncologia di Precisione

Per lungo tempo la ricerca di base e clinica in campo oncologico si è concentrata sulla patologia e sui suoi fattori scatenanti, cercando i punti deboli per debellarla o contrastarla.

E' stato possibile raggiungere risultati importanti, che portano oggi a sperare di poter trasformare il cancro in una malattia cronica.

Il punto di partenza di questo approccio è stato il concetto di “pallottola magica” prima e “intelligente” poi, cioè una terapia che viene “sparata” per colpire un bersaglio preciso. Un approccio che sottende una sostanziale uniformità della malattia nella sua origine ed espressione, una possibile classificazione definita dei tipi tumorali e un'individuazione di target coinvolti nei processi di sviluppo dei diversi tipi di cancro.

Questa strategia si dimostra però insufficiente ad interpretare la mole di conoscenze che la biologia molecolare e cellulare da una parte, e l’epidemiologia dall’altra, hanno accumulato nel corso degli ultimi decenni.

Oggi sappiamo infatti, che non esiste “il” tumore ma “i” tumori, e che la malattia si sviluppa e progredisce diversamente in ogni persona. Sappiamo altresì che il patrimonio genetico, unico per ogni individuo, interagisce con l’ambiente in maniera altrettanto unica: la somma della genetica e dell’epigenetica danno come risultato una singolarità, che tale rimane anche di fronte alla malattia e nella risposta alle terapie, laddove non è possibile guarirla.

Inoltre, le modifiche generate dalla trasformazione cellulare aggiungono ulteriore "Individualità" di quella malattia in quel Paziente.

L’innovazione nella ricerca farmacologica e lo sviluppo di tecnologie genetiche che consentono di caratterizzare e trattare i pazienti nella loro individualità stanno portando a una rivoluzione nel modo di pensare il cancro.

Il trattamento del cancro si sta infatti trasformando da cura ad ampio spettro a terapie sviluppate sulla base dell’individuazione delle singolarità genetiche ed epigenetiche dei diversi tipi di tumore e della scoperta di composti che “blocchino” i meccanismi che alimentano il loro sviluppo.

Il risultato di questa trasformazione sarà, ed in parte già è, la realizzazione di farmaci in grado di aggredire i meccanismi la cui disregolazione è causa della malattia.

L’evoluzione delle conoscenze su come si sviluppa il cancro a livello cellulare, genomico e biochimico, unita alla capacità della ricerca di mettere a punto farmaci in grado di interagire con questi meccanismi, porta alla cosiddetta “oncologia di precisione”.

Il fine ultimo di questo nuovo modo di intendere la Terapia Oncologica è quello di lavorare per migliorare la vita dei pazienti perché, grazie alla convergenza di dati biologici e clinici, consente di individuare con la massima precisione possibile le caratteristiche del cancro che colpisce il paziente e di costruire quindi la strategia di trattamento migliore per ogni singolo caso.

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