Cos’è il Cancro

Cos’è il Cancro
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Cos’è il Cancro

Fonte AIRC

Le Cause


Meccanismi di Base.

Tutti i tumori hanno origine da una cellula. Nei tessuti normali le cellule si riproducono dividendosi, in modo da sopperire alle varie necessità dell'organismo: far crescere l'organismo intero o una sua parte, oppure rimpiazzare le cellule morte o danneggiate, ma fermandosi quando l’esigenza di crescita, riparazione o sostituzione è cessata.

Nei tumori questo delicato equilibrio, governato dai messaggi chimici inviati da una cellula all'altra e dai geni che si trovano nel DNA, è compromesso. La cellula continua a riprodursi senza freni e vengono meno anche i processi con cui le cellule danneggiate vanno incontro a una morte programmata, detta apoptosi.

All'origine di tutti questi fenomeni ci sono alterazioni geniche, dette mutazioni, che, sommandosi l'una all'altra, fanno saltare i meccanismi di controllo. Non basta, infatti, che sia difettoso un solo meccanismo, ma occorre che più errori si accumulino perché il tumore possa cominciare a svilupparsi. Alcune di queste mutazioni sono ereditarie, mentre altre sono sporadiche e provocate da fattori interni, esterni o dal caso.

Fattori di Rischio.

Non esiste quasi mai, tranne in alcune rare forme ereditarie, un'unica causa che possa spiegare l'insorgenza di un tumore. Al suo sviluppo concorrono diversi fattori, alcuni dei quali non sono modificabili, come i geni ereditati dai propri genitori o l'età, mentre su altri si può intervenire per ridurre il rischio di andare incontro alla malattia.

L'invecchiamento è il più importante fattore di rischio per il cancro: la maggior parte dei tumori infatti si sviluppa in tarda età. È anche per l'aumento dell'età media della popolazione, quindi, che nell'ultimo secolo il numero di persone che hanno sviluppato un tumore è andato aumentando. In ogni modo, diverse forme di cancro si possono presentare, con frequenza variabile, a qualunque età.

Nella maggior parte dei casi, quando si tratta di tumori, non si parla di "ereditarietà" ma di "familiarità": ciò significa che con i geni non si trasmette la malattia, ma solo una maggiore predisposizione a svilupparla. Se quindi ci sono stati diversi casi di cancro in famiglia, non significa che tutti i membri prima o poi si ammaleranno, ma solo che occorre prestare maggiore attenzione a seguire stili di vita sani e sottoporsi con regolarità ai controlli suggeriti dal proprio medico.
È possibile infatti ereditare un gene mutato che rende la cellula più suscettibile alla malattia; ma perché il tumore possa cominciare a svilupparsi e crescere è necessario che si sommino altri errori.
L’opportunità di sottoporsi a un test genetico deve essere valutata in base al quadro familiare: quali e quanti tipi di tumore, se dello stesso tipo, se in età precoce, se nello stesso ramo della famiglia eccetera. Se per esempio nella stessa famiglia si sono registrati diversi casi di tumore all'ovaio o al seno, soprattutto in età giovanile, il medico può valutare l'opportunità di consigliare un test per verificare la presenza di mutazioni dei geni BRCA, che predispongono a queste forme e, negli uomini, al tumore della prostata.
Un risultato positivo al test può suggerire, sempre in accordo con il medico, di anticipare l'età a cui cominciare i controlli di screening per il tumore del seno, ed effettuare i percorsi terapeutici più appropriati al caso.
In caso di esito negativo, non è escluso che una persona possa comunque ammalarsi di un tumore di tipo sporadico e non familiare. Quindi un esito rassicurante non deve indurre a prestare meno attenzione a una vita sana o ai controlli prescritti.
Allo stesso modo, ad esempio, devono sottoporsi a controlli più frequenti i portatori di poliposi adenomatosi familiare, che più facilmente vanno incontro a tumori dell'intestino.

Così come la familiarità, anche le abitudini della vita quotidiana non causano direttamente il cancro, ma possono aumentare le probabilità di svilupparlo: per questo sono detti fattori di rischio.

Il più importante e riconosciuto fattore di rischio è senza ombra di dubbio il fumo di tabacco, a cui si possono attribuire, secondo l'Istituto Superiore di Sanità, un terzo delle morti per cancro e il 15 per cento circa di tutti i decessi che avvengono per qualunque altra causa nel nostro Paese.
È determinante non solo quante sigarette si fumano, ma soprattutto per quanto tempo si protrae l'abitudine.
Il fumo contribuisce allo sviluppo del cancro con due possibili meccanismi: da un lato può causare mutazioni genetiche che innescano la formazione del tumore; dall'altro può favorire lo sviluppo del tumore, una volta che queste si sono verificate.
Inoltre il fumo tende a deprimere le risposte del sistema immunitario.

I raggi del sole hanno un effetto benefico sull'organismo, che ne ha bisogno tra l'altro per produrre la vitamina D, una sostanza ad azione ormonale indispensabile non solo per la salute delle ossa, ma per il benessere di tutto l'organismo.
L'esposizione eccessiva nelle ore centrali della giornata, in relazione alle proprie caratteristiche personali, tuttavia danneggia la pelle e la espone al rischio di diversi tumori della pelle. Le scottature, in particolare, soprattutto nei bambini, sembrano aumentare il rischio di melanoma.

Anche le bevande alcoliche, se consumate in eccesso, possono provocare il cancro, come ha dimostrato un gruppo di ricercatori internazionali che, per conto dello IARC, ha analizzato gli effetti dell'alcol su 27 parti del corpo. È lungo l'elenco dei tumori il cui rischio può aumentare se si eccede con il consumo di alcolici: tumore alla bocca, all'esofago, a laringe e faringe, al fegato, al colon e al seno.
Nessuna bevanda alcolica è sicura. Il fattore determinante, infatti, non è il tipo di bevanda, ma la quantità d'alcool in essa contenuto.

Oltre a quel che si versa nel bicchiere, anche come si riempie il piatto può aumentare o ridurre il rischio di tumore.
Bisogna tuttavia guardarsi dai risultati di ogni singolo studio che di volta in volta punta il dito sull'uno o l'altro alimento, indicandolo come fattore di rischio o di protezione per una particolare forma della malattia. Soprattutto, non bisognerebbe mai cambiare le proprie abitudini in base al titolo potenzialmente fuorviante di un articolo.
In generale si può dire che una dieta ricca di proteine, grassi animali e sale e povera di fibre, verdura e frutta, è quella che più espone al rischio di ammalarsi di cancro.

Sebbene non ci siano prove sufficienti per dire che la scelta di un'alimentazione vegetariana sia da consigliare, sembra ormai accertato che l'assunzione eccessiva e frequente di carne rossa e soprattutto di salumi, salsicce e insaccati aumenti il rischio della malattia.

Ma la qualità dei cibi non è tutto. Anche la quantità ha la sua importanza, soprattutto perché favorisce l'obesità.
Diversi studi hanno dimostrato che il sovrappeso e l'obesità sono strettamente connessi al cancro al colon, al seno, all'endometrio e alla cistifellea.

All'obesità, oltre gli eccessi alimentari, contribuisce anche la sedentarietà, che tuttavia può favorire lo sviluppo di alcuni tumori anche nelle persone normopeso.
Il semplice fatto di muoversi di più riduce anche le probabilità di ammalarsi di tumore al seno e all'endometrio, mentre per altri tipi di tumore l'effetto dell'attività fisica appare meno evidente.

Alimentazione e attività fisica agiscono sul rischio di sviluppare un tumore con diversi meccanismi. Per esempio, per quanto riguarda il colon, sia l'apporto di fibre con i cibi, sia l'attività fisica favoriscono la motilità intestinale, evitando che sostanze potenzialmente dannose rimangano a lungo a contatto con la parete dell'intestino. Ma entrambi questi fattori possono influire anche sul grado di infiammazione dell'intestino stesso, così come a livello di altri organi e tessuti.
Allo sviluppo del cancro può contribuire anche l'azione di ormoni come l'insulina (e i relativi fattori di crescita insulino-correlati), prodotta in quantità superiore alla norma proprio in risposta ad eccessi alimentari.

Ci sono diversi elementi che possono favorire la comparsa della malattia anche nell'ambiente che ci circonda.
Alcuni sono presenti in natura, come certi minerali o agenti infettivi, altri sono prodotti chimici cui possono essere maggiormente esposte alcune categorie di lavoratori, altri ancora sono agenti fisici come le radiazioni ionizzanti.

In conclusione è vero che il cancro ha molte cause, che in ogni persona concorrono tra loro, insieme ad altrettanti fattori protettivi, a determinare il rischio individuale di ammalarsi.
È vero anche che la maggior parte di questi fattori sono modificabili: quasi un terzo delle morti per cancro si potrebbero evitare solo rifiutando l'uso di tutti i prodotti a base di tabacco, e con una dieta equilibrata, accompagnata da una regolare attività fisica, molte altre vite potrebbero essere salvate.

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